ChampTeam · Guida
Far timbrare dal telefono con la posizione è comodo, ma la domanda arriva sempre: è legale? Ecco i punti che contano, in parole semplici. Non è una consulenza legale: per il tuo caso, chiedi al tuo consulente del lavoro.
L'articolo 4 dello Statuto dei lavoratori (legge 300/1970, riscritto nel 2015) vieta di usare strumenti per controllare a distanza l'attività dei lavoratori senza un accordo sindacale o un'autorizzazione dell'Ispettorato.
Il secondo comma fa però un'eccezione per gli strumenti di registrazione degli accessi e delle presenze: per questi non servono né accordo né autorizzazione. Il terzo comma aggiunge una condizione: il lavoratore deve essere informato in modo adeguato su come lo strumento funziona e su quali controlli si possono fare, nel rispetto della normativa sulla privacy.
Un sistema che registra l'arrivo e l'uscita è uno strumento di registrazione delle presenze. Un sistema che segue la persona durante il turno non lo è più: diventa un controllo a distanza. La differenza la fa quando e quanto la posizione viene letta.
La posizione si legge nell'istante in cui la persona tocca «Entra» o «Esci», e mai durante il turno. Prima che il telefono chieda il permesso, l'app spiega al dipendente — con parole sue — che cosa viene letto e che cosa no. I colleghi non vedono la posizione di nessuno.
Resta a te, come datore di lavoro, consegnare l'informativa sul trattamento dei dati: è un documento tuo, che il tuo consulente o il tuo responsabile privacy sanno preparare.
Domande
Per gli strumenti di registrazione delle presenze, l'articolo 4 comma 2 dice di no. Serve invece l'informativa adeguata al lavoratore. Per il tuo caso specifico, chiedi conferma al tuo consulente del lavoro.
Prezzo fisso da 19 € al mese, nessuna attivazione, disdetta quando vuoi.
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